Gabriele Caia, attore teatrale di origine siracusana, parla della propria compagnia teatrale “Uccello”. La Compagnia deve il suo nome, scelto dall'attore stesso, alla considerazione per cui gli uccelli avrebbero in comune con i sordi diverse caratteristiche. In primis sia i sordi che gli uccelli utilizzano un linguaggio unico e specifico della propria “comunità”. In secondo luogo per entrambi gli arti superiori rivestono un’estrema importanza: come gli uccelli senza ali non sarebbero in grado di volare, mangiare, dormire e difendersi, così i sordi necessitano delle mani in quanto strumento imprescindibile per la comunicazione. Un terzo elemento accomunante è la vista che, sia per i sordi sia per gli uccelli, è uno strumento percettivo di massima precisione e potenza. Dal punto di vista dell’autore l’uccello simboleggia la condizione delle persone sorde e da ciò deriva la scelta di questo nome per la compagnia. Gabriele Caia racconta di aver calcato i palcoscenici d’Italia con due spettacoli teatrali “Pa-pa” e “So, so ma vuoto”, entrambi di notevole importanza per la sua carriera artistica, e di essersi inoltre esibito in molti show allestiti presso locali di vario genere come circoli, bar o chiese. Al contrario, nella sua attività all’estero si è occupato principalmente di workshop. La sua produzione artistica si basa sull’uso della poesia e del racconto in lingua dei segni e l’ironia ne è elemento fondante.